Itinerari tematici tra cultura, identità e tradizioni locali, per la promozione dello sviluppo sostenibile nell’Alto Oltrepò
Un laboratorio universitario per lo sviluppo locale
Questo sito è il prodotto della prima e della seconda edizione del Laboratorio di Sviluppo Locale Partecipativo, dedicate al territorio dell’Alto Oltrepò pavese e svoltesi nel 2007 e nel 2008, nell’ambito del corso di Sociologia urbana e del territorio tenuto dal Prof. Andrea Membretti (Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura, Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Pavia). Nella seconda edizione, il lavoro di ricerca si è focalizzato sullo studio e sulla implementazione di itinerari culturali e ambientali nel territorio considerato, intesi come una prima rete di percorsi, atti a fare emergere la possibile interconnessione tra i beni e le risorse locali in precedenza mappati, nella direzione di un potenziale Ecomuseo dell’Oltrepò Montano.
Al Laboratorio, a cui sono intervenuti in entrambe le edizioni esperti di sviluppo locale e studiosi del tema, hanno partecipato in tutto oltre 70 studenti universitari, con il coinvolgimento attivo di comuni, enti, associazioni e singoli cittadini del territorio considerato. Il Laboratorio ha fruito del sostegno dell’Assessorato al Turismo e alle Attività Termali e dell’Assessorato alle Attività produttive, Lavoro e Formazione della Provincia di Pavia. I partecipanti al laboratorio hanno fatto ampio uso di metodi di indagine diretta (interviste, rilievi, fotografie, videoriprese), oltre che di documenti e materiali di archivio esistenti, producendo sia nuove informazioni che una sistematizzazione di dati già esistenti, nell’ottica della ricerca-azione.
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Lo sguardo…
La prospettiva adottata nel lavoro di ricerca, documentazione e comunicazione realizzato tramite il Laboratorio è quella del Distretto Culturale, per come questo è definito dalla letteratura sul tema e per come è sintetizzato dal bando che è stato emanato in merito nel 2007 dalla Fondazione Cariplo, e che ha rappresentato uno degli stimoli della nostra azione.
Distretto culturale, dunque, come...
“… un sistema territorialmente definito, coincidente con un’area ad alta densità di risorse culturali, materiali ed immateriali, e ambientali di pregio e caratterizzato da un elevato livello di articolazione, qualità e integrazione dei servizi culturali rivolti all’utenza e da un marcato sviluppo delle filiere produttive collegate”. (www.fondazionecariplo.it)
Il nostro angolo visuale è quindi quello della cultura come motore di sviluppo del territorio: la cultura nel suo insieme, dai luoghi di culto ai castelli, dagli opifici in disuso alla musica folk, dalla memoria della Resistenza ai prodotti tipici locali. Passando per le mulattiere e le vie del sale, per le ferrovie abbandonate e i mulini dimenticati, per i ricordi degli anziani e le immagini d’archivio.
La cultura come espressione di una popolazione, della sua identità radicata nel territorio, primaria risorsa su cui investire, a partire dai giovani, per invertire la tendenza alla fuga verso le città; e nel contempo cultura come campo da coltivare - metaforicamente e concretamente - tanto per mantenere vivi e abitati i luoghi, quanto per attrarre visitatori e risorse esterne, fondamentali per contrastare l’abbandono delle zone montane e per combattere la marginalizzazione delle aree rurali.
...un po' oltre lo sguardo
Il nostro lavoro non ha inteso tuttavia fermarsi alla pur fondamentale (ri)scoperta del patrimonio culturale locale e delle sue potenzialità turistiche e identitarie.


